AUDIOCOOP: TRE ANNI DI CRESCITA A FAVORE DELLA MUSICA INDIPENDENTE
Il 12 marzo 2000 nasce ufficialmente con un atto costitutivo che vede coinvolte oltre quaranta etichette discografiche indipendenti di area pop-rock italiana alla Casa della Musica di Faenza AudioCoop, il coordinamento nazionale delle indies italiane, legate al mondo indipendente, emergente e delle autoproduzioni.
E' un momento in cui l'area musicale indipendente italiana viene ritenuta ancoraa marginale e soprattutto non viene mai coinvolta nei "tavoli istituzionali" sui temi della musica, potendo far così sentire la voce della nuova scena della musica italiana che prepotentemente si sta affacciando.
Tra i fondatori: Cni, Materiali Sonori, Lilium, Fridge, Toast, Artes, Musica & Suoni, Viceversa, Mescal, Sonica, Urtovox, Red Records, Shinsheiki, KutMusic, Blond e tanti tanti altri.
L'attività di AudioCoop, strettamente connessa al Mei di Faenza, ha da subito permesso alle tantissime piccole, ma assolutamente significative, per creatività, innovazione, sperimentazione e contaminazione -nonchè per la sua crescita esponenziale dal punto di vista del fatturato- e per il suo ruolo culturale e sociale- realtà discografiche del nostro paese.
AudioCoop attraverso i suoi precisi e puntuali interventi quali :
l' abolizione dell' inutile e obsoleto esame della Siae per gli autori, riduzione della tassazione Siae sui siti musicali non profit, interventi sulla Legge sulla Musica, sulle normative Enpals e Siae che tendono a schiacciare invece di favorire la musica indipenndente ed emergente italiana rischiando di uccidere la musica dei giovani, partecipazione al Forum dello Spettacolo, stimolo alla realizzazione di una Festa della Musica con tutte le associazioni di categoria, etc.;
e i suoi progetti come la creazione di un:
network di media indipendenti musicali legati poi a Corto Circuito, network di festival legati al Mei Fest per valorizzare band e festival per emergenti che si svolgono in Italia, progetto di nuova distribuzione denominato MediaMusicaItalia, patrocinio a numerose inizaitive e convegni, collaborazione per la realizzazione delle compilation Radiopirata, allegata a Independent Music, con gli artisti del Mei 2002, e Annozero, allegata alla fanzine Rockit, la collaborazione a programmi come Demo di Radio Rai Uno, la presenza con interviste e prese di posizione sui temi della musica su numerose riviste, siti e tv e radio specializzate (Trade, Musica & Dischi, Il Mucchio, Rock Sound, Jam e altri, Radio Uno Rai con Hobo e Demo, Radio Popolare, Rock Fm e altri, Rockol, Rockit , Idbox, Mescalina e tanti altri, Rai Tre Nazionale e Regionale ed altri ancora), la partecipazione a numerose fiere nazionali e internazionali come il Midem di Cannes, il Disma Music Show di Rimini e tante altre rassegne.
A cio' si aggiunga, un'incessante lavoro di regionalizzaizone che ha portato ad avere oramai sparse per il territorio nazionale una quindicina di punti di riferimento regionali e di rapporto di collaborazione con le altre associazioni per iniziative comuni, quali: la Fimi, che ci ha ospitato al Midem di Cannes, l'AssoArtisti con il quale si realizzano numerose iniziative comune, l'Imaie e la Siae con la quale si intrattengono rapporti per il riconoscimento delle attività di AudioCoop.
Una crescita continua che non potrà che portare a far diventare AudioCoop -oggi al suo terzo anno di nascita- ma una grande festa si farà al quinto anno di attività -appuntamento quindi al 2005!- , sempre piu' il polo associativo e il punto di riferimento più importante delle indies italiane, collegato da poco anche ad Impala, il coordinamento di associazioni di indies europee alla quale hanno già aderito numerose associazioni inglesi e di altri paesi per incentivare una politica europea di sostegno alla nuova musica.
AudioCoop compie -oggi il 12 marzo- tre anni con oltre cento indies e autoproduzioni associate e altre duecento simpatizzanti -legate al Mei degli ultimi tre anni- che ruotano intorno al suo mondo convinta di aver svolto un ruolo fondamentale per far crescere la voce e la cultura degli indipendenti in Italia in questi anni -oggi, infatti, molti poi si dichiarano indipendenti , ma soprattutto tanti altri cercano di trovare una propria strada originale nel mondo della musica nostrana, anche al di fuori dle mondo delle major e dei grandi network musicali e sempre di piu' riescono a farcela, tanto che oggi si puo' parlare di un "mercato parallelo" a quello ufficiale delle indies di circa il 20% del mercato ufficiale discografico.
Un risultato che puo' ancora crescere, utile a consolidasre e tenere viva la tradizione musicale rinnovata e al passo coi tempi del nostro paese e delle nostre regioni.
Alle prossime news.....