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mercoledì, aprile 30, 2003

 

PREMIO RECANATI 2003

 

- 8-9-10 MAGGIO

 

 

IL PROGRAMMA, GLI OSPITI MUSICALI (SOLOMON BURKE, CAPOSSELA, AVION TRAVEL,NEGRITA, DINO SIANI, BRANDUARDI, FINARDI, OXA, NICCOLO’ E CLAUDIO FABI, MIRANDA MARTINO…) E GLI ALTRI OSPITI (JOLANDA INSANA, SARA ZANGHI’, ALDA MERINI, ENNIO REMONDINO, MIMMO CANDITO, SILVIO MONTI…)

 

Tra una settimana si svolgeranno le serate finali del Premio Città di Recanati (la rassegna per le nuove tendenze della canzone popolare e d’autore): l’appuntamento, infatti, è per l’8-9-10 maggio al Policentro 2000 di Recanati (inizio ore: 20.45 – ingresso per la singola serata:10,00 euro).

 

Le serate conclusive della XIV edizione del Premio Recanati si svolgeranno, in diretta su RADIO RAI 1 . Per la conduzione è stato riconfermato Massimo Cotto che dividerà il palco con un’altra prestigiosa presenza su cui si mantiene ancora il riserbo. Ernesto Bassignano seguirà la diretta dalla postazione radio. Le tre serate verranno riprese dalla produzione televisiva Studio Uno di Ferdinando Salzano. La regia teatrale verrà firmata dallo storico collaboratore del premio Pepi Morgia.

 

La finalità prima della XIV edizione del Premio Recanati  -  creare un’attenzione più ampia e popolare sulla canzone di qualità – è stata già raggiunta. Le sedici proposte che si sono confrontate con tanto seguito per oltre due mesi sono state raccolte in un cd prodotto da Musicultura, che grazie alla promettente collaborazione avviata con Elleu Multimedia sarà per la prima volta distribuito, oltre che nei negozi di dischi, anche in edicola.

 

Otto sono gli artisti che accedono ora alle serate finali del Premio, dove al vincitore assoluto andrà una borsa di studio di 20.000,00 Euro; saranno inoltre assegnate la targa della critica di 5.000,00 Euro, e tre borse di studio di 2.500,00 Euro ciascuna, rispettivamente per la “miglior parte letteraria”, offerta dal Premio Grinzane Cavour in base alle indicazioni di una giuria di studenti delle varie facoltà dell’Università degli Studi di Camerino, per “la migliore interpretazione”, offerta dall’Imaie  e per “la migliore musica”, offerta dalla Camera di Commercio di Macerata.

 

Ed ecco le 8 nomination, con la segnalazione del percorso che le ha selezionate:

ELORA e NITTI & AGNELLO (Radio 1 Rai ); STEFANO TESTA ( Radiocorriere TV) ; ACUSTIMANTICO (Internet); POVIA, MARIA LAURA TESSARIN, QUARTA PARETE, CLAUDIA FOFI  (Comitato Artistico).

 

Visto che gli Acustimantico sono stati selezionati sia in Internet che dal Comitato artistico, come da regolamento, Musicultura ha provveduto a rispettare il numero di otto nomination inserendo Claudia Fofi, risultata tra l’altro al quinto posto, quindi prima degli esclusi, nelle scelte del Comitato Artistico, quest’anno così composto:

Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Carmen Consoli, Cristina Donà, Max Gazzè, Jolanda Insana, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gianna Nannini,  Max Gazzè, Gino Paoli, Piero Pelù, Fernanda Pivano, Vasco Rossi, Subsonica.

 

Le otto proposte si esibiranno a Recanati con le modalità seguenti: quattro giovedì 8 maggio, quattro venerdì 9 maggio; le due più votate di ciascuna serata si contenderanno l’assegnazione della borsa di studio più consistente e della targa della critica nella serata finale di sabato 10 maggio.

Nonostante di gara si tratti, l’esibizione delle nuove proposte si svolgerà secondo lo stile  del Premio Recanati. Ciascuno avrà a disposizione due brani e, se vorrà, potrà presentare e spiegare al pubblico il proprio lavoro.   Saranno il pubblico di Recanati, il voto telefonico dei radioascoltatori e le indicazioni di una giuria di giornalisti presente in sala a decidere l’assegnazione del primo premio.

 

IL PROGRAMMA

 

GIOVEDI’ 8 MAGGIO

 

L’APPUNTAMENTO POMERIDIANO

Presso il Salone degli Stemmi del Comune di Recanati, verrà inaugurata la XIV edizione con un omaggio alla  poetessa Amelia Rosselli, membro del comitato artistico in varie edizioni ed ospite indimenticabile del Premio. Ricorderanno la poetessa il cugino Aldo Rosselli, le poetesse-amiche Jolanda Insana e Sara Zanghì, l’attrice Rosa Di Brigida con le ragazze dell’ ”Era dea”.

Condurrà l’incontro il critico letterario Alberto Bertoni, il commento musicale verrà affidato a Dino Siani. Nel corso dell’incontro sarà presentato il cortometraggio “La rissa degli angeli”, di Loredana Rotondo e Manuela Vigorita,  prodotto da Rai Educational.  

 

LA SERATA

Protagoniste indiscusse della tre-giorni recanatese saranno la musica, la parola, la voce, per uno spettacolo in bilico tra ricerca e tradizione, aperto alla contaminazione di codici espressivi diversi.

Il direttore artistico Piero Cesanelli con i suoi collaboratori, primo fra tutti il vicepresidente dell’associazione Musicultura Ezio Nannipieri ha voluto quest’anno riscrivere le regole del palco creando dei piccoli set di spettacolo, delle Unità Artistiche in cui  varie discipline dell’arte si intersecano attorno ad un tema unico.

-La surreale coppia composta da Miranda Martino e Vinicio Capossela sarà protagonista dell’unità dal titolo “Mon nom: Gorges Simenon”, un ricordo tra parole e musica, tra un piano e un accordéon del grande scrittore francese.

-Nella prima serata ci sarà un’unità artistica dedicata alla canzone nel cinema: Gli Avion Travel, i Negrita, e il maestro Dino Siani ci faranno ricordare alcuni film nei quali la forma “canzone”  ha sottolineato i momenti più suggestivi.

-La poetessa Jolanda Insana, infine, vincitrice del Premio Viareggio, offrirà alla platea di Recanati un reading tratto dalle sue numerose opere poetiche.

 

VENERDI 9 MAGGIO

 

-Gli storici inviati di guerra Ennio Remondino e Mimmo Candito daranno vita, insieme alla inusuale e suggestiva presenza di Anna Oxa, all’unità artistica: Parole e Canzoni dal fronte. Un viaggio carico di vecchie melodie e testimonianze sottratte a toccanti e tragici diari di guerra.

-Un sottile vento della Louisiana soffierà sull’ermo colle. Il vescovo, laureato in scienze funerarie, ma soprattutto ultimo grande padre della tradizione americana del rhythm&blues Solomon Burke, accompagnato dalla Di Lello big band, creerà uno spazio-musica all’interno del quale potranno aggiungersi e coabitare anche ospiti inattesi.

- Infine l’unità dal titolo “Tangheros j palabras”, proporrà le raffinate armonizzazioni di Michele Ascolese e di  Natalio Luis Mangalavite, che vestiranno passionali versi recitati da un atteso ospite.

 

SABATO 10 MAGGIO

 

-Angelo Branduardi insieme al pittore Silvio Monti ci insegnerà, con una performance di canzoni-vernissage, come si può “vedere la musica”.

- Claudio e Niccolò Fabi, padre e figlio eccezionalmente insieme sul palco, daranno vita all’unità: ”Frammenti di un dialogo tra generazioni”.

- Oliviero Malaspina e Eugenio Finardi duetteranno insieme. Malaspina, vincitore del Premio per tre volte e autore prediletto di Fabrizio De Andrè, presenterà anche alcuni brani dell’ultimo album “Benvenuti mostri”(2002).

-Prevista, e a tutt’oggi confermata, la presenza della grande poetessa Alda Merini.

-In un paese che tende a sottovalutare la cruciale importanza dell’interpretazione, il Premio renderà omaggio a una nuova lettrice dei sentimenti della musica popolare, Patrizia Laquidara, già vincitrice di ben tre premi nella scorsa edizione, che proporrà alla platea recanatese la forza nuda dei canti di lavoro veneti commentati dal professor Emilio Franzina (docente all’Università di Verona).

 

 

postato da: giorgio alle ore 15:02 | Link |
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mercoledì, aprile 30, 2003

 

IL SINGOLO ‘GOCCE DI MEMORIA’ DI GIORGIA, TRATTO DALLA COLONNA SONORA DE ‘LA FINESTRA DI FRONTE’, E’ DISCO DI PLATINO E TORNA AL PRIMO POSTO DELLA CLASSIFICA FIMI/NIELSEN:

‘Gocce Di Memoria’, il brano scritto da Giorgia su musiche di Andrea Guerra per la colonna sonora de ‘La Finestra di Fronte’ ha conseguito il ‘Disco Di Platino’ con oltre 50.000 copie vendute.

Dopo quattro settimane al primo posto della classifica dei singoli, ‘Gocce Di Memoria’ ha lasciato spazio al nuovo brano di Madonna la scorsa settimana per riconquistare oggi la prima posizione della classifica.

L’acclamato film di Ferzan Ozpetek ha ottenuto ben cinque David Di Donatello, tra i quali anche quello per le musiche originali della colonna sonora scritte da Andrea Guerra, CD che ha venduto ad oggi oltre 35.000 copie .

Il grande successo di Giorgia è confermato anche dalle vendite del suo Cd ‘Greatest Hits, Le cose non vanno mai come credi’ che ha superato le 480.000 copie ed è ancora oggi, dopo 44 settimane, nella Top 20 della classifica Fimi/Nielsen degli album più venduti in Italia.

 

 

postato da: giorgio alle ore 00:10 | Link |
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martedì, aprile 29, 2003

 

CAVE IN - "Antenna" - RCA - www.bmgricordi.it

Nati come band progressive-oriented  i  Cave in  hanno man mano aggiustato il tiro fino ad arrivare all'ottimo emo-rock di "Antenna". Grande grinta, energia non comune,  non privi di attitudini melodiche, la formazione di "Jupiter" merita un posto di riguardo all'interno dei nuovi fenomeni di rock cosiddetto alternativo. L' album  in questione è il perfetto compendio di quello che un disco modernamente sanguigno  che molto deve al metal-core più viscerale deve offrire al fruitore di rock più esigente.12 i titoli presenti, tra cui l'iniziale "Stained silver " e la assai riuscita "Beautiful son".

postato da: giorgio alle ore 21:32 | Link |
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martedì, aprile 29, 2003

 

SWISS JAM

 

SEI CONCERTI TRA JAZZ E DINTORNI

 

PRIMA EDIZIONE: 18 -19 - 20 GIUGNO

 

AL TEATRO DELL’ARTE DI MILANO

 

 

Il 18, 19, 20 giugno si terrà a Milano al Teatro dell’Arte (Viale Alemagna, 6) “Swiss Jam”, la prima edizione del festival jazz organizzato dal CCS (Centro Culturale Svizzero), in collaborazione con il CRT (Centro di Ricerca per il Teatro) e sostenuta da Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura, Presenza Svizzera e Cisalpina AG.

 

Tre giorni e sei concerti (due per ogni giorno, il primo alle ore 21.00 e il secondo alle ore 22.30) in cui si esibiranno alcuni dei migliori interpreti e band del paesaggio svizzero del jazz e dintorni.

 

La prima serata (mercoledì 18 giugno) sarà caratterizzata dal free jazz della pianista Irène Schweizer (ore 21,00), celebre per le sue improvvisazioni che ne hanno fatto una delle migliori interpreti della scena europea a partire dagl’anni ‘60 e del trio composto da Michel Wintsch, Gerry Hemingway, Bänz Oester capaci di proporre musiche drammaturgicamente strutturate, composte da citazioni, cliché ed effetti drammatici.  

 

La seconda serata (giovedì 19 giugno) sarà poetica, di canto femminile con Susanne Abbuehl, cantante e compositrice dalla voce sensuale e dalla leggerezza interpretativa (jazz da camera) alle ore 21,00 e con la cantautrice-fata vallese, Laurence Revey con il suo etno-pop, alle ore 22,30.

 

Infine, venerdì 20 giugno, ci sarà l’ultimo ed esplosivo appuntamento alle 21.00 con Erika Stucky (jazz-pop da camera), la vocalist svizzero-americana, considerata una delle voci più originali del jazz internazionale, capace di unire la spontaneità metropolitana alla serenità montana, mentre alle 22.30 si esibirà Christy Doran’s New Bag (jazz-rock) con una musica ricca di influenze jazz, rock, etno  e tecno.

 

 

Per informazioni al pubblico:  CRT - tel. 0289011644 ,  CCS -  tel.0276016118

 

 

 

 

 

postato da: giorgio alle ore 13:09 | Link |
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lunedì, aprile 28, 2003

 

WILL YOUNG - "From now on" - BMG - www.bmgricordi.it

Il pop - deluxe che monopolizzava le classifiche discografiche a metà anni ottanta rivive in questo sofisticato lavoro di Will Young che, oltre  ad apparire "quello col look giusto" mette in mostra anche doti vocali niente male e riesce a dare alle sue interpretazione un vigore ed una convinzione piacevolmente sorprendenti. "From now on" è un gran bel disco di "easy listening", di quelli da portare con sè ovunque in questo annuncio di stagione calda e di qui a seguire.... Composizioni originali, alternate a riuscite  cover di vecchi classici d'annata ( "Light my fire " su tutti, ma potremmo mai esimerci dal citare "The long and winding road", tra le altre ?) danno spessore, comunicativa e corpo ad un prodotto d'alto bordo, realizzato con assoluto buon gusto e con elegante cura dei particolari. Da ora in poi per Will Young "Anything is possible", per mutuare il titolo di una canzone presente nell'album. Decisamente.

postato da: giorgio alle ore 17:09 | Link |
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lunedì, aprile 28, 2003

 

 

PAT MARTINO IN CONCERTO AL BLUE NOTE

 

DA DOMANI 29 APRILE FINO A DOMENICA 4 MAGGIO

 

 

Da domani, martedì 29 aprile fino a domenica 4 maggio il grande chitarrista americano PAT MARTINO sarà di scena al Blue Note  (via Borsieri, 37 – Milano).

Come ormai da tradizione ci saranno due concerti a sera (ore 21.00 e 23.30); la domenica, invece, alle ore 18.00, ci sarà il concerto speciale per i giovani sotto i 30 anni con ingresso ridotto (13,00 euro), e il concerto serale delle ore 21.00 (non c’è lo spettacolo delle 23.30).

Gli spettatori, se vorranno, potranno cenare prima di ogni show. L’ingresso per assistere al concerto di Pat Martino è di 25,00 euro. Per informazioni/prenotazioni: 02. 69016888.

Pat Martino (chitarra) è accompagnato sul palco da Jim Ridl (pianoforte), Tyrone Brown (basso), e Scot Robinson (batteria).

 

Pat Martino è probabilmente l’unico chitarrista che abbia imparato due volte a suonare il suo strumento. La prima volta era un adolescente dotatissimo ed aveva, dice Pat, “il desiderio di andare d’accordo con gli adulti”. La seconda volta il sodalizio con la chitarra è stato il risultato della sua lotta contro l’amnesia, dopo un aneurisma al cervello che gli è quasi costato la vita e che l’ha lasciato privo delle sue conoscenze musicali.

Progressivamente il vuoto è stato riempito da una voglia immensa di imparare di nuovo, che Martino descrive come la ricerca spirituale dell’origine proseguita per “godere la ricchezza della vita stessa”. Nato a Philadelfia nel 1944, Martino entra nella musica grazie a suo padre che lo porta nei club della città. E’ così che Pat incontra John Coltrane e Wes Montgomery. L’influenza dei due è ovvia sia nella musica che nella spiritualità di Martino. Comincia la sua carriera a Philadelfia con rock stars come Bobby Rydell, Chubby Checker e Bobby Darin. Si avvicina al rhythm and blues, e poi al jazz suonando con l’organista Charles Earland. La sua fama si diffonde e presto suona di fianco a grandi nomi come Slide Hampton e Red Holloway.

Martino si trasferisce a Harlem per immergersi nel “soul jazz” suonato da Earland. A diciotto anni è già un’icona del jazz e venti firma un contratto per la Prestige Records. In questo periodo incide album di grande rilievo come Strings!, Desperado, El ombre e Baiyina, che costituisce una delle prime intrusioni nella musica psichedelica. E’ ricoverato nel 1976 e torna sul palco solo nel 1987.

Incide un Cd lo stesso anno con un nome appropriato: The Return.

Oggi Martino vive a Philadelfia e continua a crescere musicalmente. Il New York Times ha scritto poco tempo fa : “Pat Martino ha cinquant’anni e nel suo ritorno sta prendendo nuove direzioni musicali, dando più materia alla sua leggenda”. Tanti musicisti vanno a trovarlo per lezioni, e lui non solo offre la sua conoscenza musicale ma anche il punto di vista di un uomo che ha affrontato e superato enormi ostacoli. “La chitarra non è così importante per me”, dice Pat, “Sono le persone che lei porta ad ascoltarmi che lo sono. Sono molto riconoscente per la loro presenza, perché sono vivi. La chitarra è solo un apparato” .

 

I biglietti per i concerti al Blue Note si possono acquistare collegandosi al sito internet www.bluenotemilano.com, chiamando l’infoline 02.69016888, oppure direttamente presso il locale. Al Blue Note si può anche cenare prima di ogni show.

Il Blue Note è in via Borsieri, 37 : MM 2 Garibaldi – MM3 Zara Tram: 4, 11, 7 – Bus 82, 83

Ogni martedì sera sulle frequenze di Radio Monte Carlo, la radio ufficiale, andrà in onda  'Monte Carlo Nights live dal Blue Note' condotto da Nick The Nightfly.

 

postato da: giorgio alle ore 11:40 | Link |
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domenica, aprile 27, 2003

 

Graffiti

TRANSILVANIA ROCK HORROR CAFE'

presenta

il nuovo tour italiano di una delle band torinesi più acclamate all’estero  

LINEA 77 

Dopo due anni trascorsi calcando i principali palchi italiani e stranieri, i Linea 77 torneranno il 16 Maggio (il 2 giugno in Uk ed Europa) con il loro terzo album dal titolo NUMB edito dall'etichetta inglese Earache.

In esclusica per ifans italiani ci sarà un bonus limited dvd edition comprendente 20 minuti di filmati inediti.

Vari gli artisti ospiti in questo album, tra i quali ricordiamo Roy Paci nel brano “Warhol” e i concittadini Subsonica presenti in “66 (diabulus in musica)”.

 

Transilvania Rock Horror Cafè sarà sponsor del tour italiano della band di Torino, che da fine Aprile per tutta l'estate, toccherà le principali location e happening estivi italiani.

Sul sito ufficiale della catena Transilvania, www.transilvania.it

sarà possibile vincere dei biglietti gratuiti per alcuni live della band.

 

 

Le prime date del tour toccheranno le seguenti città italiane :

30 aprile - REGGIO EMILIA - Exodus/Tempo Rock
3 maggio - S.VITTORE DI CESENA - Vidia rock Club
8 maggio - ROMA - Cube

9 maggio - GENOVA - Transilvania
10 maggio - BOLOGNA - Palanord Rocksound day
15 maggio - TORINO - Hiroshima
16 maggio - RONCADE (TREVISO) - New Age
17 maggio - MILANO - Palavobis
24 maggio - PADOVA - Pedro
30 maggio - MORTEGLIANO (UD) - Festintenda
31 maggio - CARDANO AL CAMPO (VA) - Nautilus
7 giugno - SENIGALLIA - Mamamia

 

 

info

www.transilvania.it

 

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postato da: giorgio alle ore 17:21 | Link |
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sabato, aprile 26, 2003

 

MIRKO CASADEI BEACH BAND

 

DAL 1 MAGGIO IN TOUR

 

 IL 16 MAGGIO ESCE

IL PRIMO ALBUM “DOCCIA FREDDA”

                                                                    

 

Il 1 maggio debutta ufficialmente da Luco dei Marsi (L’Aquila), il tour della Mirko Casadei Beach Band, la terza generazione della dinastia Casadei.

 

Il grande Raoul Casadei, con la sua Orchestra, ha deciso di lasciare le scene musicali (l’addio verrà poi celebrato di fronte al pubblico nel corso del Festival “Balamondo”, di cui Raoul Casadei è il direttore artistico, che si terrà da metà giugno ad agosto a Rimini) e l’eredità viene raccolta da Mirko Casadei, 31 anni il 19 agosto, primogenito di Raoul, alla guida di una nuova formazione, la Beach Band.

 

La Mirko Casadei Beach Band, porterà in giro un nuovo spettacolo scanzonato e allegro, dai suoni leggeri e dal sapore pop-folk. La band si esibirà in tutt’ Italia facendo conoscere la nuova anima del gruppo, uno stile giovane e divertente, in linea con l’ultima generazione dei Casadei.

 

Mirko (voce e chitarra) sarà accompagnato da: Marco Lazzarini (sax contralto, soprano tenore), Lele Il Saraceno (voce e chitarra), Walter Giannarelli (fisarmonica, tromba e trombone), Loris Bresciani (basso e contrabbasso, anche coordinatore musicale del nuovo stile Casadei), Gil Da Silva (tromba, percussioni e voce), Fabrizio Cattalani (batteria e percussioni), Roberto Pagani (pianoforte, tastiere e voce) e Titti Leanza e Erica Agostini (vocalist).

 

Il 16 maggio uscirà anche “Doccia Fredda” l’album d’esordio di Mirko Casadei (pubblicato dalla Primetime e distribuito dalla Sony Music), un disco che racchiude sonorità provenienti da tutti i folklori del mondo, dando rilevanza alla musica suonata dal vivo.  Un pop-folk originale e genuino che attinge alle radici del folk, ma si avvicina alla musica pop nei suoni e nel linguaggio.  Il primo singolo  “Doccia Fredda” (brano scritto a quattro mani dallo stesso Mirko e da Bengi, leader dei Ridillo, gruppo funky italiano) è un cha cha cha - pop dai suoni estivi, piacevoli e frizzanti.  Tra i solchi del disco c’è anche un famoso pezzo di Raoul, “Ciao Mare”,  che Mirko rivisita,  a trent’ anni dalla sua pubblicazione, in chiave latina.

 

 

postato da: giorgio alle ore 09:53 | Link |
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venerdì, aprile 25, 2003

 

Bobo Rondelli.

OTTAVO PADIGLIONE

 

DAL 26 APRILE

 

TOUR IN TOSCANA

 

 

 

Parte il 26 aprile dal Storyville di Arezzo l’“Ultima Follia  tour” degli Ottavo Padiglione, un tour che attraverserà molte città  della Toscana.

 

Gli Ottavo Padiglione (Bobo Rondelli, voce e chitarra, Simone Padovani, batteria, Simone Luti, basso, Fabrizio Brilli, chitarra) presenteranno i brani più famosi del loro greatest hits, “Best a Bestia” e dell’ultimo album di inediti intitolato “Ultima Follia”, entrambi usciti il 4 aprile scorso (prodotti da Nicola Zaccardi, per l’etichetta Arroyo Records, e distribuiti da Venus).

 

“Best a bestia” contiene i brani più significativi tratti da “Ottavo Padiglione” (1993), “Fuori posto” (1995) ed Onde Reggae” (1999)  tra cui “Dove Te Ne Vai”,  il rifacimento di “The Guns of Brixton” tratto da “London Calling” dei Clash.

“Ultima Follia”, invece, è un album di dieci nuove tracce che si riallacciano ai suoni e al linguaggio del primo e più famoso disco “Ottavo Padiglione”. La musica punk si accosta a testi sarcastici con toni di scherno nei confronti della società odierna, passando dai temi della guerra, dei rapimenti, della psicoanalisi a quelli delle previsioni astrali in televisione. Il risultato è un lavoro in cui la voce calda e potente di Bobo Rondelli e le sonorità forti della band creano un mix di brani allegri capaci di fondere insieme rock e blues, canzone d’autore e poesia.

 

Con la loro musica gli Ottavo Padiglione (nati nel 1991, prendono il nome dal numero del reparto dell’ospedale di Livorno che accoglieva i malati di mente) vogliono “stracciare la camicia di forza del rock e indossare via, via, i panni colorati del dub, del folk e del punk”.

 

Il singolo “Comunque Vada”, tratto da “Ultima Follia”, ricorda il loro brano più famoso “Ho picchiato la testa”, che ha fatto parte della colonna sonora del film di Francesco Falaschi “Emma sono io”.

Il cinema è uno dei tasselli che compone il puzzle del gruppo toscano: il leader Bobo Rondelli, già attore nel film “Sud Side Story” di Roberta Torre e protagonista del film in uscita a giugno, “Andata e Ritorno” di Alessandro Paci, ha sempre incrociato sul palco istrioniche interpretazioni teatrali con un lavoro musicale particolare ed atipico, mai catalogabile in un genere puro. Fin dalle origini, le prime uscite degli Ottavo Padiglione, all’insegna della cultura toscana-labronica, sono un vero e proprio evento teatrale e musicale, durante le quali, le canzoni diventano il pretesto per una scorribanda di parole, gesti, mimiche, provocazioni e divertimento.

 

Queste le prime date del tour degli Ottavo Padiglione : 26 aprile - Arezzo (Storyville), 3 maggio – Firenze (Auditorium), 9 maggio – Castelfranco di Sotto –PI- (Totem), 22 maggio – Viareggio (Corsaro Rosso), 21 giugno – Pisa (Giardino Scotto), 10 luglio – Pistoia (Pistoia Blues).

 

 

postato da: giorgio alle ore 10:56 | Link |
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giovedì, aprile 24, 2003

 

Photo by Ssirus W. Pakzad

ANTONIO FARAO’

AL BLUE NOTE

LUNEDI 28 APRILE (ore 21.00 e 23.30)

 

Lunedì 28 aprile ANTONIO FARAÒ sarà il protagonista al Blue Note (via Borsieri, 37Milano – apertura locale: ore 19.30 – per informazioni/prenotazioni tel.02.69016888) per un nuovo appuntamento con la musica italiana (ore 21.00 e ore 23.30)

L’ingresso per assistere al concerto di Antonio Faraò è di 18,00 euro.

Considerato dalla critica europea uno dei più interessanti pianisti jazz dell'ultima generazione, ANTONIO FARAÒ sarà accompagnato sul palco da Dejan Terzic (batteria), Gianluca Renzi (basso).

 

Faraò nasce a Roma nel 1965 in una famiglia dalle radici musicali ben salde. Il padre, appassionato di jazz, lo introduce fin da giovane all'ascolto di Benny Goodman, Count Basie e Duke Ellington, trasmettendogli un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando elemento peculiare del suo modo di comporre.

Fin dalla precoce età di sei anni, Faraò inizia a suonare: dapprima un vibrafono giocattolo, in seguito il pianoforte, del quale intraprende lo studio classico. Cresciuto sotto l'egida del maestro Adriano della Giustina, che lo conduce sino al diploma intermedio presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, Faraò si distingue fin da ragazzo per uno spiccato interesse verso la musica nero-americana d'avanguardia.

I suoi primi modelli di riferimento sembrano essere due musicisti che, seppur diversi tra loro per le strade verso cui indirizzano la loro ricerca, sono legati da un'identica tensione al rinnovamento del linguaggio. Da un lato, McCoy Tyner, storico protagonista dell'avanguardia modale dall'altro il più giovane Herbie Hancock, che lasciato il quintetto di Miles Davis poco prima dell'incisione di "Bitches Brew" si era diretto verso una più intensa stagione elettrica, culminata con l'introduzione di elementi funky nel gruppo che incise l'epocale "Maiden Voyage".

Solo in seguito, Faraò scopre Bill Evans, pianista imprescindibile per chiunque voglia suonare jazz in trio, padre di un panismo sottile e raffinato che coniuga l'improvvisazione afroamericana con la tradizione romantica europea. L'influenza di Evans sull'estetica di Faraò (pur nella peculiarità dei rispettivi linguaggi), appare oggi più evidente rispetto al passato, soprattutto quando gli impeti più marcatamente percussivi lasciano spazio ad una maggiore consapevolezza melodica.

La carriera solistica di Antonio Faraò è ricca di successi sin dal principio. Si ricorda la vittoria, ottenuta nella categoria "Nuovi Talenti", al referendum indetto dalla rivista "Musica Jazz" (1991) e la chiamata a numerosi festival internazionali nei quali ha potuto suonare a fianco dei maggiori maestri del jazz contemporaneo. 
Troppo lungo elencare le prestigiose collaborazioni del pianista. Basti citare Franco Ambrosetti, Daniel Humair, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Tony Scott, Chico Freeman, Miroslav Vitous, John Abercrombie, Richard Galliano e, tra i protagonisti della musica leggera, la grande Mina.

A suggellare un percorso musicale di per sé straordinario, nel 1998 arriva il più prestigioso dei riconoscimenti: il primo premio al "Concorso Internazionale Piano Jazz Martial Solal", indetto dalla Città di Parigi ogni 10 anni. Un evento che ha lanciato Faraò ancora più intensamente nei circuiti europei della musica contemporanea, e lo ha portato ad incidere, dopo alcuni dischi prodotti in Italia, due album da leader per l'importante etichetta tedesca Enja Records: "Black Inside" nel 1998 e "Thorn", nel 2001, in cui Faraò è accompagnato da Jack DeJohnette alla batteria, Chris Potter ai saxofoni tenore e soprano e Drew Gress al contrabbasso.

Nel novembre 2002 esce l’album Far Out in cui Faraò si avvale della prestigiosa collaborazione di Bob Berg (sax), Martin Gjakonovski (basso) e Dejan Terzic (batteria).  Autore della musica e degli arrangiamenti, Antonio Faraò conferma in questo album il suo spirito eclettico, che spazia dal suo naturale talento come pianista alla sua abile capacità compositiva.




postato da: giorgio alle ore 10:02 | Link |
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mercoledì, aprile 23, 2003

 

VAN MORRISON 

 

PRIMO GRANDE OSPITE DEL FOLKEST

 

IL 16 LUGLIO AL CASTELLO DI UDINE

 

 

Van Morrison è il primo grande ospite annunciato del FOLKEST, il più importante Festival di musica folk giunto alla XXV edizione, che si terrà dal 3 al 27 luglio 2003 in varie località del Friuli Venezia Giulia, Veneto, Istria.

Si esibirà nello scenario unico del Castello di Udine, in una serata, il 16 luglio, che con tre mesi d’anticipo si può già definire storica per la musica in Friuli.

 

Troppo poeta per essere soltanto un rocker, troppo energico per essere soltanto un folk singer, troppo irlandese, di origine scozzese per essere soltanto uno dei più grandi interpreti bianchi del rhythm’n’blues.

Nessuna definizione semplicistica si adatta a George Ivan Morrison, meglio noto come Van Morrison o ancora di più come Van The Man.

Di lui è stato detto e scritto di tutto e di più. La carriera artistica di Van Morrison inizia negli anni Sessanta con la band dei Monarch, che poi mutarono il proprio nome in Them e conobbero il successo: la loro “Gloria” è seconda forse solo a “Satisfaction” dei Rolling Stones in quanto a notorietà presso le cover bands di tutto il mondo. Nel 1967 si trasferisce negli Stati Uniti e dopo alterne esperienze, comunque formative a stretto contatto con gli ambienti migliori della scena musicale d’oltreoceano, pubblica per la Warner “Astral Weeks” (1968) un disco che mescola ingredienti folk e jazz. E’ poi la volta di “Moondance” (1970), che contribuisce in modo ancor più deciso alla sua affermazione come uno dei più interessanti autori ed interpreti del secolo. Due dischi capolavoro che ancor oggi forniscono brani, spesso rimessi a nuovo, per i suoi concerti dal vivo. E di dischi, in questi ultimi trent’anni, Van Morrison ne ha messi insieme parecchi: alcuni stupendi, altri soltanto buoni, tutti uniti da quel suo marchio di fabbrica inconfondibile che è la gran classe, un gusto particolare per il “far bene le cose”, anche con la sua grinta e la sua aggressività, ma con stile. Un signore, un gran signore del palco, che non ha mai deluso i suoi milioni di fans sparsi per tutto il mondo.

Così come non ha deluso, anzi ha entusiasmato, il suo ultimo disco “Down the Road”, che a detta della critica più sensibile ci regala almeno altre due canzoni degne di entrare nella storia della sua discografia: “The beauty of the days gone by” e “Fast train”, che ci auguriamo di poter ascoltare dal vivo il 16 luglio, al Castello, nell’appuntamento più importante di Folkest 2003 a Udine.

 

Oltre a Van Morrison, il cast del Folkest di quest’anno si presenta particolarmente ricco, ecco i primi nomi: Fairport Convention, Alan Stivell, JethroTull, Eric Andersen, Massimo Bubola, Sergio Cammariere, Tarika, Te Vaka,LaSedon Salvadie, Alice, Allan Taylor e molti altri (oltre 350 artisti per il 25mo anniversario del Folkest).

 

Per informazioni al pubblico: 0427 51230

 

postato da: giorgio alle ore 14:11 | Link |
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mercoledì, aprile 23, 2003

 

Tre impegni per i Mambassa, questa settimana.

25 e 30 aprile: Savona e Cremona
   
il 25 aprile live allo Ju-Bamboo di Savona, ovvero un atteso ritorno in Liguria dopo il supporto subsonico al palazzetto di Genova (Tel: 019-800.624 - info@ju-bamboo.it - inizio ore 22.30 – ingresso 8 euro con consumazione).
Il 30 aprile a Cremona, alla Centrale della Birra (in viale Trento e Trieste), per una puntata de Il Cronista delle Kessler, ovvero lo show acustico musical-parlato di presentazione del libro di Ste, con il romanzo omaggio per i cinquanta che prenotano la cena. L’appuntamento avviene all’interno della rassegna Dialoghi Sonori patrocinata da Cantiere Sonoro (info@cantieresonoro.it). Inizio ore 21.00.


Mambassa Tour 2003


02/05 FORNACETTE (PISA) - SAMIA
09/05 PRATO - CENCIO's
10/05 ROMA – IL LOCALE
15/05 BRA (cn) - LE MACABRE (IL CRONISTA DELLE KESSLER) (TBC)
16/05 BIELLA - Palasport (support Subsonica)
19/05 BOLOGNA - Paladozza (support Subsonica)
24/05 TORINO – Palastampa (Pagella Rock)
30/05 ALBA – Atlantique

 


















postato da: giorgio alle ore 09:18 | Link |
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martedì, aprile 22, 2003

 

 

 

CLAMOROSA INTERVISTA DI RAMAZZOTTI A SORRISI:

IL MIO MATRIMONIO, MIA FIGLIA, LA NUOVA CANZONE E LA NUOVA VITA CHE FACCIO DA SINGLE A MILANO 

 

«Della fine del mio matrimonio non voglio parlare, la risposta a tutte le cose brutte del passato è nel mio disco. E, comunque, quello che mi è successo succede a tanti. La mia fortuna è che economicamente non ho problemi: c’è anche chi da queste situazioni esce rovinato. La forza per reagire me l’ha data mia figlia. È splendida. Se non avessi avuto Aurora, mi sarei buttato solo sulla musica. Ma so di avere delle responsabilità come padre. Ho una grande paura della promozione del disco, delle tournée perché, nell’ambito dei miei spazi, cerco di stare con lei il più possibile. Frequenta l’International School ed è bilingue, parla italiano e inglese. Potrebbe anche imparare il tedesco se la mamma le parlasse in quella lingua».

Con la sua prima uscita pubblica  dopo un silenzio durato due anni, Eros Ramazzotti offre uno straordinario autoritratto nell’intervista a “Tv Sorrisi e Canzoni” in edicola da domani. Il bullo di periferia è tanto lontano da lui quanto il mito imbronciato. «Cerco positività» ribadisce più volte a Sorrisi. «Amo sorridere e chi sorride». Sono tante le risposte che non ha voglia di dare e vertono tutte intorno a un nome, Michelle, tante volte sottinteso ma mai pronunciato in un’ora di intervista. La fine del matrimonio con la Hunziker, una vita da ricostruire, il rapporto con l’adorata figlia Aurora e il lavoro da mandare avanti.. Nell’intervista a “Sorrisi” si parte dal nuovo singolo, una ballata coinvolgente scandita dalla chitarra e dalla sua voce inconfondibile, che anticipa di un mese l’uscita attesissima dell’album «9». «Un’emozione per sempre», questo il titolo, racconta della fine di un amore, delle parole difficili per dirsi addio, di ricordi incancellabili. Impossibile non pensare che... «Lo so, ma non è così. Questa è una canzone scritta con Claudio Guidetti e Adelio Cogliati qualche anno fa e finita nel cassetto, come tante volte capita. Ho sentito il provino che di questo pezzo aveva fatto Alex Baroni. Era bellissimo. Ho sempre sostenuto Alex: sono stato uno dei primi a credere in lui, fin da quando produssi il suo gruppo, i Metrica. Questo pezzo si addice a me, però andava bene pure per lui che aveva alle spalle la fine di un amore. Ma poi chi è che non ricorda un amore passato che ti lascia delle emozioni forti? Io non so parlare di me, difficilmente rilascio interviste dove racconto la mia vita. Quello che ho da dire lo dico nelle canzoni: è il mio unico modo di esprimermi».

Naturalmente tutto questo ha un rischio e cioè che siano gli altri a cucirti addosso mille vestiti, magari stretti, magari inadatti. «Troppe volte la verità viene raggirata, troppe volte di me si dicono cose non vere. Che faccio? Non posso mica andare di porta in porta a raccontare come sono. So che è difficile trattarmi come una persona normale. Tutto è mediato. Ma alla gente che mi ama vorrei dire che ci sono ancora. E sono sempre a muso duro. Tutti conoscono l’Eros delle canzoni melodiche, ma ho i miei difetti, le mie pazzie». Alle parole aggiunge un sorriso e prova a superare la timidezza congenita. «Sto sempre dentro la mia gabbia, non invado mai lo spazio di altri. Se le cose non mi stanno bene, lo faccio capire subito. E se sbaglio, torno sui miei passi. Ma quando subisco un torto pesante, e mi è capitato, tiro dritto per la mia strada, facendo a meno di qualcuno che credevo amico. E poi sono un po’ sboccato, molto diretto. Sulle pazzie non ho molto da dire, se non che ognuno di noi non è mai uguale a se stesso».

Più si rilassa, più si sente l’accento romano. Ma la capitale è lontana dalla sua vita. «Sono venuto a Milano a 17 anni e mezzo. Volevo fare musica e nella periferia dove vivevo, così come in quelle di tutto il mondo, non c’era futuro. E ci sono rimasto. Credo di essere un po’ nordico come carattere, sono molto preciso. Qui ho gli amici: sono stati fondamentali in quest’ultimo periodo. A Roma me n’è rimasto solo uno, Alberto. Da un anno poi ho lasciato la campagna: vivevo a Inverigo, nella Brianza velenosa come diceva Mogol. Ora sto a Milano e mi sento cittadino del mondo. Un anno in città equivale a cinque in campagna. Certo c’è lo smog, ma stare in mezzo alla gente ti fa dimenticare un po’ i tuoi dolori. Giro parecchio in macchina, spesso da solo. E qualche volta vado in discoteca, un posto a me sconosciuto fino a qualche tempo fa. Non avrei mai pensato di andarci...».

Eros non si nasconde, non nega il dolore, ma neppure lo accentua. Questione di riservatezza più che di orgoglio. «Ho sofferto tanto da ragazzo, ma sono riuscito a fare ciò che mi piace. Poi può capitare che si ritorni indietro, che sensazioni dimenticate si riaffaccino e allora è importante scavare dentro se stessi. È quello che faccio, senza analisti, senza religioni: sono abituato a risolvere tutto dentro di me…».

Nella copertina del singolo Eros è fotografato di spalle e offre all’occhio del fotografo il tatuaggio che ha sulla nuca. «Se un giorno Aurora se ne volesse fare uno, non potrei biasimarla. Ai figli puoi solo dare un assestamento. Poi vanno per la loro strada. Così a lei cerco di insegnare il rispetto per gli altri. Per il resto, quando è con me può fare tutto».

A quasi 40 anni, Ramazzotti riesce a guardarsi con distacco e, nell’intrvista a “Sorrisi”, perfino a prendere in giro il suo mito. «Un po’ di paranoia dell’età che avanza ce l’ho. Ho anche la fissa della pancia. Non mi riesce di tirarla giù, nonostante la ginnastica». Confessa di non riuscire a imparare l’inglese («ho proprio un blocco psicologico») e di aver avuto un’infanzia travagliata per una forte miopia. «Portavo gli occhiali spessi come fondi di bottiglia e i compagni mi massacravano di battute. È uno dei motivi per cui mi sono chiuso in me stesso. Stavo in casa, con la chitarra, non frequentavo comitive. La prima vera storia l’ho avuta solo a 20 anni». Da allora ce n’è stata un’altra importante. «Sì, due storie. È tutto. Non mi innamoro facilmente. Ora il mio rapporto con le donne è molto bastardo, da uomo normale... e questo mi fa davvero male al cuore. Che cosa posso dire? Verrà quel che verrà».

 Eppure è a una donna che Eros dedica quest’ultimo lavoro. «Mia madre è scomparsa un anno fa. Si chiamava Raffaella, ci capivamo con uno sguardo. Devo a lei se ho i piedi per terra. Mi ha insegnato che nella vita bisogna sempre dare il massimo. Non è facile, però io non l’ho mai dimenticato».             

postato da: giorgio alle ore 16:46 | Link |
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martedì, aprile 22, 2003

 

Commento di Claudio Baglioni al “Premio Città di Recanati”

 

 

 

“Non so se sia per il fatto che sono, ormai, un veterano tra i sostenitori del “Premio Città di Recanati” –del cui comitato artistico di garanzia faccio parte da ben tredici anni- ma credo davvero che questa rappresenti un’isola felice e un punto di riferimento irrinunciabile, sia per chi fa che per chi ascolta musica.

Fa bene, infatti, sapere –soprattutto in un momento nel quale è particolarmente forte la crisi del sistema musica, almeno nelle sue forme tradizionali- che esiste un’occasione come Recanati. Un porto riparato, un approdo sicuro nel quale si incontrano anime che vibrano ancora per la comune febbre di musica e che mettono la loro sensibilità al  servizio di quella di tutti, nella certezza che l’arte della musica e della canzone, in particolare, possano rappresentare una piccola ricchezza in più tra gli strumenti dei quali tutti ci dotiamo per affrontare il non facile viaggio della vita, nei rapporti con noi stessi e con gli altri.

Confesso che, ogni anno, attendo questo appuntamento con una tensione particolare, soprattutto perché costituisce –e non solo per chi, come me, vive di musica da molto tempo- uno dei rarissimi momenti nei quali, più che dare, si riceve in dote qualcosa. Una sorta di trasfusione al contrario che, attraverso parole e note nuove, trasferisce nuove energie, nuove motivazioni e –perché no?- nuove domande alle quali provare a dare piccole risposte. Ed è bello sapere che questo tendere non si è esaurito e non si esaurirà e che c’è chi porta, un po’ più in là, la voce della musica e gli occhi con i quali guarda il mondo.

Più che questa o quella nuova tendenza, è bello, allora, confrontarsi con questa piccola galassia di mondi nuovi e scoprire che c’è ancora un tendere a ricevere e restituire emozioni e pensieri, attraverso uno dei linguaggi più antichi e più ricchi di stimoli che l’uomo conosca”.

 

                                                                                                                                    Claudio Baglioni